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mercoledì 17 ottobre 2012

Recensione di "Siddharta" (Herman Hesse)



“Siddharta” è un romanzo, o come lo definisce l’autore Hermann Hesse (1877-1962) “un poema indiano”, ambientato nell’India del VI secolo a.C..
Esso narra la storia di Siddharta, una persona in continua ricerca dell’ “Io interiore”. Tale indagine lo porterà a passare da un ceto sociale all’altro, da ricco a povero e da povero a ricco imparando sempre più cose fino a creare una visione tutta sua del mondo e della vita.

RIASSUNTO DEI CONTENUTI
Siddharta, figlio di un Brahmino, non è soddisfatto della dottrina impartitagli fin da piccolo perché essa non insegna a trovare l’Io interiore e perciò inizia un viaggio insieme all’inseparabile amico Govinda, il quale lo ha sempre stimato per la sua saggezza.
I due decidono di andare a vivere con i "Samana", uomini che vivono di poco, il cui scopo è immedesimarsi con tutto ciò che incontrano. Qualche anno dopo si sparge la voce  dell’arrivo di un uomo  soprannominato “Il Sublime”, “Il Perfetto”, oppure “Il Buddha” per la sua infinita saggezza e per aver raggiunto in sé la pace interiore. Govinda decide di aggregarsi alla sua setta, mentre Siddharta decide di proseguire per la sua via.  Giunge in una città, dove conosce la bella Kamala della quale si innamora seppur la dottrina di un Samana lo vieti, ma vuole stare con lei per cui abbandona i Samana.
Passano gli anni e Siddharta si è arricchito come  commerciante e fa la bella vita, ma capisce che in quell’ambiente non potrà mai conoscere completamente sé stesso, perciò scappa via, lasciando a sua insaputa Kamala con in grembo suo figlio.
Lungo il suo cammino Siddharta incontra Govinda, dal quale però si congeda dopo qualche minuto.
Giunto ad una capanna vicino al fiume, conosce il barcaiolo Vasudeva che gli insegna ad andare in barca ed ad ascoltare gli insegnamenti del fiume.
Intanto Kamala, aggregatasi alla setta del Buddha, va in pellegrinaggio ma lungo il suo cammino viene morsa da un serpente velenoso e casualmente giunge alla capanna di Vasudeva con il figlio Siddharta di undici anni. Purtroppo ella non supera la notte e il padre Siddharta cerca di recuperare il tempo perduto con suo figlio cercando di non fargli mancare nulla.
C’è un problema però: suo figlio è stato viziato fin dall’ infanzia e quindi ha un atteggiamento ribelle nei confronti del padre che disprezza per la vita troppo umile che conduce: infatti non passa molto tempo che il fanciullo scappa di casa.
In seguito anche il barcaiolo abbandona Siddharta perché desideroso di conoscere la foresta dopo anni passati al fiume.
Il libro si conclude con il dialogo tra Govinda e Siddharta, ormai vecchi, riguardante le loro filosofie di vita.

ANALISI
Il protagonista del romanzo è Siddharta, ragazzo indiano che muta in continuazione la sua condizione sociale: passa da ricco figlio di Brahmino a povero Samana, ridiventando poi ricco come commerciante e ritornando infine alla povertà come barcaiolo.
Interessante è la sua temperanza: difatti, nonostante i continui capricci del figlio e le rogne del suo maestro commerciante, non perde mai la calma e ribatte sempre con tono freddo.
Il suo amico d’infanzia è Govinda, un soggetto paragonabile ad una pecora che segue sempre il pastore che in questo caso è Siddharta.
Alla fine prende probabilmente la sua prima decisione seguendo la dottrina del Buddha.
Siddharta viene sedotto da Kamala, ricca e famosa prostituta della città.
Durante l’ultimo incontro amoroso con Siddharta ella rimane incinta del figlio di quest’ultimo e morirà proprio accanto al protagonista.
Kamala insegna a Siddharta l’arte dell’amore e sembra essere molto affascinata dalla saggezza di egli.
In città la ricchezza di Siddharta si deve a Kawasmani il quale gli insegna l’arte del commercio ed ad essere inflessibile con chiunque debba pagare.
Gotama, o anche detto “il Buddha”, è un Samana che contempla una propria dottrina. E’ famoso per la sua saggezza e i suoi modi di fare sono così tranquilli e ricchi di pace che interessano subito Siddharta.
Infine c’è Vasudeva, il barcaiolo che per anni ha contemplato il fiume e che giunto ormai alla fine della sua vita se ne va nella foresta.
Egli istruisce Siddharta a muoversi con la barca, lo ospita nella sua capanna e gli insegna ad ascoltare attentamente la musica del mondo che trasmette il fiume.
La vicenda è ambientata in India, ma il paesaggio formato dalle foreste, le città e i villaggi è stato sicuramente adattato alla storia.
La storia si articola probabilmente nel VI secolo a.C. per la presenza del Buddha, ma i problemi su cui ha meditato a lungo Siddharta esistono ancora oggi e quindi non possiamo basarci su di essi.
Il racconto si compone soprattutto di analisi riguardanti il paesaggio circostante e di monologhi interiori di Siddharta durante i quali egli riflette su qualsiasi cosa egli veda, senta o tocchi e sul viaggio per raggiungere il Nirvana. Sono assenti le prolessi, mentre le analessi vengono introdotte nei dialoghi con Kamala, il ritrovato amico Govinda e il barcaiolo Vasudeva. Compaiono anche delle ellissi: vengono infatti omessi gli eventi della vita da Samana del protagonista, la vita di Siddharta ospite di Kamala e il periodo che segue l’abbandono di Vasudeva e precede l’ultimo incontro con Govinda.
Il narratore è esterno, mentre la focalizzazione è zero poiché il narratore conosce tutti gli stati d’animo e le emozioni dei personaggi.
INTERPRETAZIONE
Il messaggio dell’autore è rivolto a tutti, a qualunque generazione: egli vuole insegnare, tramite il protagonista, che ognuno deve trovare la propria strada maturando il suo pensiero e non seguendo come un gregge una dottrina impartitagli da altrui. Alla fine l’autore spiega che la chiave per raggiungere la saggezza non è l’apprendimento, ma l’impegno nel scoprire l’Io interiore e quindi noi stessi.
Nel cuore del racconto il protagonista scopre anche che il suo modo di vedere il mondo era molto pessimista e chiuso, mentre si dovrebbe apprezzare ciò che ci viene offerto ogni istante nella nostra vita.

VALUTAZIONE PERSONALE
Il libro mi ha particolarmente toccato per il suo contenuto molto riflessivo.
Mi hanno molto colpito i pensieri così acuti, così profondi e così saggi di Siddharta, il quale credo sia un esempio per tutti noi: ha continuato a cercare senza mai accontentarsi.
L’ unica difficoltà è stata reggere il filo del discorso, in quanto la sintassi è molto articolata e il lessico ricercato.

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