Cerca nel blog

giovedì 22 novembre 2012

Filosofia - Talete (brano tratto da "Metafisica" di Aristotele)


La maggior parte di coloro che per primi filosofarono ritennero che i soli princìpi di tutte le cose fossero quelli di specie materiale, perché ciò da cui tutte le cose hanno l'essere, da cui originariamente derivano e in cui alla fine si risolvono, pur rimanendo la sostanza ma cambiando nelle sue qualità, questo essi dicono che è l'elemento, questo il principio delle cose e perciò ritengono che niente si produce e niente si distrugge, poiché una sostanza siffatta si conserva sempre Ci deve essere una qualche sostanza, o più di una, da cui tutte le altre cose vengono all'esistenza, mentre essa permane.  Ma riguardo al numero e alla forma di tale principio non dicono tutti lo stesso.  Talete, il fondatore di tale forma di filosofia, dice che è l'acqua (e perciò sosteneva che anche la terra è sull'acqua): egli ha tratto forse tale supposizione vedendo che il nutrimento di tutte le cose è umido, che il caldo stesso deriva da questa e di questa vive (e ciò da cui le cose derivano è il loro principio): di qui, dunque, egli ha tratto tale supposizione e dal fatto che  semi di tutte le cose hanno natura umida - e l'acqua è principio naturale delle cose umide.  Ci sono alcuni secondo i quali anche gli antichissimi, molto anteriori all'attuale generazione e che per primi teologizzarono, ebbero le stesse idee sulla natura: infatti cantarono che Oceano e Tetide sono gli autori della generazione [delle cose] e che il giuramento degli Dèi è su quell'acqua chiamata Stige dai poeti: ora, ciò che è più antico merita più stima, e il giuramento è la cosa che merita più stima.  Se dunque questa visione della natura sia in verità antica e primitiva potrebbe essere dubbio, ma Talete senz'altro si dice che abbia descritto la prima causa in questo modo  (nessuno riterrebbe Ippone degno di essere annoverato tra questi per la poca consistenza del suo pensiero).

Nessun commento:

Posta un commento