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giovedì 22 novembre 2012

Recensione di "Narciso e Boccadoro" (Herman Hesse) - 3a liceo


Riassunto
“Narciso e Boccadoro”, scritto nel 1930 da Hermann Hesse, è un romanzo storico ambientato agli inizi del XIV secolo in Germania che vede come protagonisti Boccadoro e il suo mentore Narciso.
Essi si incontrano per la prima volta nelle prime pagine nel convento di Mariabronn, uno da scolaro sedicenne, l’altro da colto assistente dell’insegnante di greco: tra i due nasce quasi subito un legame che va oltre il contesto scolastico, e che giova particolarmente a Boccadoro il quale vede in Narciso una luce nella via verso la conoscenza teologica. L’equilibrio iniziale tuttavia si rompe in seguito a due fatti che segneranno il giovane: il bacio di una fanciulla, Lisa, incontrata al di fuori del convento, e la discussione di Narciso circa l’immagine negativa, plasmata da suo padre, che Boccadoro aveva della propria madre.
Sentendosi attratto dai piaceri che il mondo gli offriva, il giovane studente decide di abbandonare la vita religiosa per iniziare da nomade un viaggio per il territorio tedesco in cui incontrerà molte donne infatuatesi di lui (talvolta anche figlie di nobili signori), conoscerà ladri, goliardi e in particolare un maestro scultore che gli insegnerà il proprio mestiere.
Nel frattempo,circa nel 1348, è dilagata la peste bubbonica in Europa e l’ormai trentenne vagabondo assiste a scenari agghiaccianti di ebrei arsi vivi, famiglie morte nelle proprie case e gente viva solo fisicamente, ma che mentalmente era morta.
Boccadoro incontrerà nuovamente negli ultimi capitoli Narciso, chiamato da tempo “Padre Giovanni” dopo essere diventato abate, il quale riesce ad impedire l’impiccagione dell’amico per il reato di furto. Il libro si conclude con i due che giungono al convento dove si erano conosciuti, e lì Boccadoro intraprende il mestiere dell’artigiano che eserciterà fino alla morte, causata da una malattia contratta quando oramai è troppo vecchio per contrastarla.
Personaggi principali
·         Boccadoro: è il protagonista del romanzo attraverso il quale l’autore ci dipinge tramite le parole l’evoluzione del suo pensiero, della sua visione del mondo e dei suoi rapporti con gli individui. Dopo l’iniziale vita all’insegna delle virtù spirituali al fine di ricevere i voti una volta completato il suo percorso, viene spinto dall’amore adolescenziale nei confronti della zingara Lisa che però si concede a lui una sola notte per poi tornare da suo marito. In seguito egli sfrutterà il suo fascino per incantare ragazze come Lidia e Giulia, figlie di un cavaliere che lo aveva ospitato, Lena, Maria e molte altre: tali esperienze gli permettono di comprendere così bene i desideri e i comportamenti delle donne che egli crede che questo sia il proprio scopo nella vita. Qualunque suo pensiero è indirizzato all’immagine della madre che non ha mai visto, ed infatti, mentre è allievo di mastro Nicola, tenta di ricordare anche un minimo particolare di lei per riportarlo su carta o su creta, senza però riuscirci
·         Narciso: Boccadoro si affida a lui nella spiegazione delle Sacre Scritture e gli pone interrogativi di natura ontologica ed etica. E’ un giovane ed erudito insegnante di greco in grado di giudicare le persone dal loro modo di muoversi, dalle loro reazioni a determinate affermazioni, che nel conoscere Boccadoro capisce il vuoto della conoscenza materna presente in lui e perciò decide, seppur in modo un po’ brusco, di chiarirgli la realtà della situazione. Stabilisce inoltre la natura di entrambi, definendo sé stesso un pensatore, cioè colui che spiega la realtà attraverso logica (perciò in modo astratto), mentre il suo amico, ma lo dice solo alla fine, un artista, ossia colui che realizza un’opera allo scopo che gli altri percepiscano la sua visione del mondo attraverso i sensi.
·         Abate Daniele: punto di riferimento nel monastero di Mariabronn, è amato da tutti per la sua saggezza e per il suo temperamento.
·         Lisa: ragazza molto attraente, è la prima cotta di Boccadoro. Ella lo abbandona per tornare da suo marito spezzando così il cuore al giovane monaco.
·         Lidia: giovane di circa diciotto anni e figlia di un potente signore, è la prima fanciulla che non si concede a Boccadoro per rispetto degli ordini del padre.
·         Giulia: ragazza sedicenne, sorella minore di Lidia, all’inizio sembra essere il terzo incomodo, ma poi si dimostra  una manipolatrice. Cerca di sfruttare la sua bellezza per sedurre Boccadoro.
·         Nicola: è l’anziano maestro artigiano che insegna a Boccadoro la propria arte;  grazie a lui Boccadoro comprende quale fosse la sua vera natura, cioè quella artistica.
·         Agnese:  è la concubina di un conte con la quale Boccadoro si intrattiene, ma viene scoperto dal signore che lo condanna a morte. Il protagonista si salverà solo grazie all’intervento di Narciso.
Personaggi secondari
·         Vittore: vagabondo che si finge amico di Boccadoro per derubarlo.
·         Roberto: pellegrino timido e codardo che accompagna Boccadoro nel periodo in cui si diffonde la peste.
·         Elisabetta: figlia bellissima di mastro Nicola, morirà di peste.
·         Margherita: domestica della casa di Nicola.
·         Rebecca: ebrea di cui Boccadoro si interessa.
·         Maria: ragazzina che ospita Boccadoro nella sua casa. E’ innamorata di Boccadoro ma è consapevole che non sarà mai ricambiata per i suoi handicap fisici.
·         Lena: ragazza che si unisce a Roberto e Boccadoro, il quale prova per lei un amore che mai aveva provato prima. Morirà di peste.
·         Bless: è il cavallo con cui Boccadoro arriva a Mariabronn.
·         I ragazzi del monastero con i quali Boccadoro, una notte, scappa verso il villaggio per tornare nelle proprie stanze il mattino seguente.

Analisi
“Narciso e Boccadoro” è un romanzo storico perché presenta, oltre alla vicenda puramente fantastica, uno scenario coerente con la situazione socio-economica dell’Europa a cavallo della prima e della seconda metà del Trecento, che è definito appunto “secolo contraddittorio”: infatti alla prima parte in cui si presenta una società fiorente da un punto di vista culturale e artistico, si contrappone la seconda, in cui viene descritto il mondo dilaniato dalla peste e dalle carestie (defunti bruciati, ebrei perseguitati e messi al rogo, gente chiusa in casa, corpi usati per intaccare il morbo agli altri …).
Il narratore è esterno e le sequenze che prevalgono in questo scritto sono quelle descrittive/riflessive, alternate dalla presenza di narrazioni e dialoghi: l’autore intende evidenziare come si evolva il pensiero e la concezione del mondo di Boccadoro, in particolare il passaggio dalla vita monastica, in cui sono presenti anche latinismi come “amice” e la sintassi è articolata, alla vita del vagabondaggio, durante la quale il linguaggio del protagonista perde eleganza e prevale nelle sequenze dialogate la paratassi.
Inoltre sono alquanto ampie le descrizioni paesaggistiche che permettono di immaginare il luogo e il tempo del racconto.
Il lessico e la sintassi utilizzati da Herman Hesse non risultano di difficile comprensione, escludendo i già citati latinismi: per esempio, colui che non studia latino non sa che “amice” è il vocativo singolare di “amicus”, e perciò non sarebbe probabilmente in grado di inquadrarlo nella sua funzione logica.
Commento
Ho trovato il testo molto coinvolgente ed interessante: un ragazzo di sedici anni con tutti i suoi dubbi che decide di abbandonare una dimora sicura in cui può accrescere il suo livello culturale, ma che tuttavia lo preclude dalla sua reale dote, cioè un’eccezionale vena artistica.
Mi ha colpito come una persona gentile ed educata, vivendo una vita stravagante ed ai margini della povertà, possa letteralmente “trasformarsi” in un uomo freddo, insensibile e scorbutico come dimostrano i dialoghi tra Boccadoro e Roberto, i due omicidi e il piano per evadere dal carcere che prevedeva l’assassinio del confessore e l’appropriamento delle sue vesti per passare inosservato (quando però vide che sarebbe stato Narciso ad assolverlo dai peccati, rinunciò all’operazione).
Un altro elemento che si ripete più volte nel libro è la figura della madre, sconosciuta a Boccadoro che tenta di rappresentarla attraverso la scultura o la pittura, spesso attribuendole le sembianze della Madonna: probabilmente la radice del rapporto che egli avrà con le donne può essere ricercata nell’assenza di una figura materna e il tentativo perciò di sostituirla, senza però mai riuscirci.
Considero il romanzo molto stimolante e perciò lo consiglierei a chiunque abbia intenzione di conoscere la mentalità e i dubbi di un adolescente nel Medioevo ed il panorama storico dell’epoca.

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