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domenica 6 ottobre 2013

Letteratura italiana - Confronto tra i poemi di Pulci, Boiardo e Ariosto

Quali sono le analogie e le differenze tra il Morgante (1478) di Luigi Pulci, l’Orlando innamorato (1495) di Matteo Maria Boiardo e l’Orlando furioso (1516) di Ludovico Ariosto?
Da un punto di vista stilistico, il primo si distingue per l’impressionante varietà linguistica, ottenuta accostando i toni burleschi della prima parte con quelli più seri della seconda: lo scopo del verbum è di rappresentare al meglio la mutevolezza della situazione. Stesso discorso per il secondo poema, in cui vengono innestati elementi lessicali e morfologici “padani”, contrapponendoli ai latinismi colti. Il registro ariostesco risente invece della riforma di Bembo, secondo il quale le fonti a cui bisognava rifarsi erano quelle petrarchesche, caratterizzate dall’unilinguismo, e quelle boccacciane: compare comunque una notevole varietà lessicale, la quale non incide però sulla fluidità del discorso.

Il pubblico a cui si rivolgono le opere pulciana e boiardiana è cortigiano, e quindi esse contengono le strutture convenzionali dei Cantari, destinati all’ascolto; l’Orlando furioso, al contrario, risente ormai della diffusione della stampa ed il pubblico diviene perciò nazionale, ovvero un corte ideale di intellettuali sparsi per la penisola. Tutte le opere però si rifanno alla materia cavalleresca dei cicli carolingio e bretone e agli autori classici quali Virgilio e Ovidio, seppur la tecnica con cui vengono proposte appaia differente: infatti tutti si servono dell’arma dell’ironia (per lasciare una patina di oggettività), ma sia Pulci che Boiardo sono orientati verso la parodia, ovvero il capovolgimento dei valori positivi in negativi, mentre Ariosto opta per l’abbassamento, cioè a rendere più realistici quegli eroi rappresentanti le più alte virtù cavalleresche, al fine di conferire alla letteratura il ruolo di microcosmo della realtà.

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