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sabato 27 settembre 2014

Latino - Seneca - Il saggio non rinuncia mai ad essere utile agli altri (traduzione + paradigmi)

Si praevalebit fortuna et praecidet agendi facultatem, non statim aversus inermisque fugiat, latebras quaerens, quasi ullus locus sit quo non possit fortuna persequi, sed parcius se inferat officiis et cum dilectu inveniat aliquid in quo utilis civitati sit. Militare non licet: honores petat. 3 – Privato vivendum est: sit orator. Silentium indictum est: tacita advocatione cives iuvet. Periculosum etiam ingressu forum est: in domibus, in spectaculis, in conviviis bonum contubernalem, fidelem amicum, temperantem convivam agat. Officia civis amisit: hominis exerceat. 4 - Ideo magno animo nos non unius urbis moenibus clusimus, sed in totius orbis commercium emisimus patriamque nobis mundum professi sumus, ut liceret latiorem virtuti campum dare. Praeclusum tibi tribunal est et rostris prohiberis aut comitiis: respice post te quantum latissimarum regionum pateat, quantum populorum; numquam ita tibi magna pars obstruetur ut non maior relinquatur. Si a prima te rei publicae parte 
fortuna summoverit, stes tamen et clamore iuves, et, si quis fauces oppresserit, stes tamen et silentio 
iuves. Nunquam inutilis est opera civis boni: auditus est visusque, vultu, nutu, obstinatione tacita 
incessuque ipso prodest. 

Se la sorte prevarrà e negherà la facoltà di agire, (il saggio) non fugga immediatamente voltato dalla parte opposta e inerme, cercando dei rifugi, quasi non ci sia alcun luogo in cui non possa essere perseguitato dalla fortuna, ma si offra più moderato nei doveri e trovi con discernimento qualcosa in cui sia utile alla città. Non gli è lecito prestare servizio militare: aspiri alle cariche pubbliche. Deve vivere privatamente: sia oratore. E’ intimato al silenzio: aiuti i cittadini con una assistenza silenziosa. E pericoloso entrare nel foro[1]: agisca nelle case, durante gli spettacoli, durante i banchetti da buon compagno, fedele amico, commensale moderato. Ha abbandonato i doveri di cittadino: eserciti (quelli) degli uomini. Perciò con grande animo non ci siamo rinchiusi entro le mura di una città, ma abbiamo aperto relazioni in tutto il globo e abbiamo dichiarato che la nostra patria è il mondo[2], affinché fosse lecito dare alla virtù uno spazio più vasto. Ti è precluso il tribunale e sei tenuto lontano dai rostri[3] o dai comizi: presta attenzione dietro di te quanto sia l’estensione[4] delle vastissime regioni e dei popoli. Giammai così la gran parte è costruita davanti a te, perché (una) non più grande rimanga indietro. Se la sorte ti allontanerà dalla parte più importante dello Stato, rimani fermo allora e giova con i gridi e, se qualcuno (ti) avrà chiuso la bocca, allora rimani fermo e giova col silenzio. Non è mai inutile l’opera di un buon cittadino: è ascoltato e guardato. E’ utile col volto, col cenno, con la silenziosa costanza e con lo stesso portamento.
Paradigmi
Praevaleo, es, valui, ēre
Praecido, is, cidi, cisum, ĕre
Fugio, is, fugi, fugitum, ĕre
Persequor, eris, secutus/sequutus sum, sequi
Peto, is, ivi, itum, ĕre
Indico, is, dixi, dictum, ĕre
Iuvo, as, iuvi, iutum, are
Ingredior, eris, gressus sum, gredi
Ago, is, egi, actum, ĕre
Exerceo, es, ercui, ercitum, ēre
Claudo, is, si, sum, ĕre
Profiteor, eris, fessus sum, ēri
Praecludo, is, clusi, clusum, ĕre
Respicio, is, spexi, spectum, ĕre
Pateo, es, patui, ēre
Obstruo, is, struxi, structum, ĕre
Submoveo, es, movi, motum, ēre
Prosum, prodes, profui, prodesse



[1] Il foro è pericoloso a entrarci
[2] la patria a noi è il mondo
[3] le tribune degli oratori
[4] pateat 

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