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mercoledì 24 dicembre 2014

Letteratura inglese - Wordsworth - A certain colouring of Imagination (the Preface to Lyrical Ballads)

Translation
Il principale oggetto, poi, che mi sono riproposto in queste poesie, è stato quello di scegliere avvenimenti e situazioni della vita di tutti i giorni e di raccontarli o descriverli completamente per quanto possibile con un linguaggio scelto da quello veramente usato dagli uomini; e allo stesso tempo di rivestirli (questi avvenimenti) con una certa sfumatura di immaginazione grazie alla quale le cose comuni sarebbero state presentate alla mente del lettore in modo insolito; e soprattutto (lo scopo è stato quello di) rendere questi avvenimenti e situazioni interessanti rintracciando in essi, fedelmente anche se non in modo ostentato, le leggi fondamentali della nostra natura; specialmente per quanto riguarda il modo in cui noi associamo le idee quando siamo in uno stato di forte emozione. Si è generalmente scelta la vita umile e rurale perché in quella condizione le passioni essenziali del cuore trovano un terreno migliore nel quale possono giungere alla loro maturazione, sono meno soggette a costrizioni e parlano un linguaggio più semplice e più enfatico; poiché in quella condizione di vita i nostri sentimenti elementari esistono in uno stato di maggiore semplicità e possono di conseguenza essere in modo più accurato e comunicati con più forza; perché il comporatamento della vita rurale deriva da quei sentimenti elementari e dato il carattere di necessità delle attività rurali, si possono comprendere (questi sentimenti) più facilmente; e sono più duraturi; e da ultimo perché in quelle condizioni le passioni degli uomini formano un tutt’uno con le forme belle e imperiture della natura. Si è adottata anche la lingua di questi uomini (purificata certo da ciò che sembrano essere le sue reali improprietà, da tutte le cause imperiture, e irragionevoli di avversione o disgusto), poiché questi uomini comunicano costantemente con le cose migliori dalle quali deriva originariamente la parte migliore della lingua; e perché a motivo della loro posizione nella società e dell’uniformità e della ristrettezza della cerchia delle loro relazioni interpersonali, soggiacendo in misura minore all’azione della vanità sociale, essi comunicano i propri sentimenti e le proprie idee con espressioni semplici e non elaborate. Una simile lingua, che scaturisce da ripetute esperienze e da regolari sensazioni è dunque una lingua più stabile e di gran lunga più filosofica di quella che viene frequentemente sostituita a essa dai poeti che pensano di attirare tanto più onore a sé stessi e alla propria arte quanto più si alienano le simpatie degli uomini e indulgono in abitudini linguistiche arbitrarie e capricciose per fornire nutrimento per palati volubili e appetiti volubili che esistono solo nella loro immaginazione. […]
Affrontando quindi l’argomento in termini generali, chiedo che cosa si intenda con il termine “poeta”. Chi è il poeta? A chi si rivolge? E quale lingua ci si deve attendere da lui? E’ un uomo che parla agli altri uomini: un uomo, è vero, dotato di una più profonda sensibilità, un maggior entusiasmo, e una maggiore tenerezza e che ha una più grande conoscenza della natura umana e un’anima più comprensiva di quanto non sia comune tra gli altri uomini; un uomo che si compiace dei propri sentimenti e desideri e gioisce più di altri uomini dello spirito della vita che c’è in lui; felice di contemplare simili sentimenti e desideri quando si manifestano negli avvenimenti del mondo e di solito portato a crearli dove non li trova. Oltre a queste qualità ha la predisposizione di essere toccato più di altri uomini dalle cose assenti, come se fossero presenti; (ha) l’abilità di evocare in sé dei sentimenti che sono certo lontani dall’essere quelli prodotti da eventi reali e tuttavia (e specialmente per quanto riguarda quella parte della solidarietà generale che è gradevole e alquanto piacevole) assomigliano più da vicine ai sentimenti generati dagli eventi reali di quanto si possa dalle cose che a motivo delle dinamiche della propria mente, altri uomini sono abituati a sentire in sé stessi; da qui e dalla pratica ha acquisito maggiore prontezza e potenza nell’esprimere quei pensieri e sensazioni che per propria scelta o per la struttura della sua mente, nascono in lui senza uno stimolo esterno immediato. […]
Ho detto che la poesia è lo spontaneo sgorgare di forti sentimenti: ha origine nelle emozioni ricordate in uno stato di tranquillità: l’emozione viene contemplata fino a che, per una specie di reazione, la tranquillità poco a poco scompare e un’emozione simile a quella che era prima oggetto di contemplazione, viene prodotta gradualmente ed esiste veramente nella mente. In questo stato d’animo generalmente inizia la buona composizione e in uno stato d’animo simile a questo, essa viene portata avanti; ma l’emozione di qualsiasi genere e intensità essa sia, per diversi motivi è accompagnata da vari processi, cosicché nel descrivere qualsiasi passione di qualsiasi genere che sia descritta volutamente, la mente (del poeta) sarà nell’insieme in una condizione di gioia.

Comment
In this extract from the Preface to Lyrical Ballads Wordsworth states that the subject-matter of Lyrical Ballads is incidents and situations chosen from the ordinary life of country people. These incidents and situations are related in a selection of the commonly spoken language.
He also says that he will invest them with a certain colouring of imagination in order to make them appear more wonderful and will make them interesting by demonstrating how our mind and feelings work. (Another way of making them interesting is to demonstrate how our mind and feelings work).
Humble people were chosen because in their condition our elemental passions are more genuine; their manners are more lasting because they are connected to the permanent forms of nature; their language is simpler than the language used by 18th century poets.
Humble country people use a simple language because they are not affected by the conventions of society.
Their language is unsophisticated and unelaborated, it is different from the capricious habits of expression used by 18th century poets in order to please sophisticated readers.

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