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mercoledì 24 dicembre 2014

Letteratura - Manzoni - La "Signora" (risposte pag 446-453 Il piacere dei testi vol. 4)

1)      All’inizio del brano viene presentato Egidio, il padrone della casa vicino al quartiere delle educande: da giovane entrambi i suoi genitori vennero uccisi ed ereditate le ricchezze non tardò a vendicarli e a rafforzare le amicizie che suo padre aveva stretto in vita. Ma la passione più grande era l’amore, e dopo essere quasi riuscito a sedurre una fanciulla del monastero di Monza, individuò in Gertrude la sua preda successiva, cercando di avvicinarla in un momento in cui ella si trovava sola nel cortile. La monaca cercò di sfuggire alle attenzioni del giovane, il quale riuscì tuttavia a suscitarle molti dubbi circa il significato della sua vocazione, fino a giustificarsi dando la colpa all’ubicazione del monastero. Dopo aver cercato più volte di rimanere sfuggente, alla fine Gertrude dovette cedere alla passione e cominciò a dimostrarsi meno severa nei confronti delle educande e a prediligere uno stile di vita meno dedito al monastero. Addirittura arrivò a odiare le mura del convento, perché ostacolavano i suoi impulsi amorosi. Cominciò inoltre a non curarsi di mantenere la sua relazione segreta, con la conseguenza di essere scoperta dalle sue damigelle: la preoccupazione fu più evidente in Gertrude che in Egidio, il quale suggerì alla sua fiamma di svelare il segreto alle due fanciulle rendendole loro complici. Tuttavia una delle due damigelle confiderà il fatto ad una suora amica la quale, mentre veniva punita fuori misura da Gertrude, la minaccerà di rivelare il segreto ad altri. A quel punto Egidio propose di ucciderla e di porla nel sotterraneo di casa sua, trovando un’iniziale opposizione di Gertrude che poi accetterà.
2)      a. Sì, tra la seconda e terza riga: “… l’autor nostro è molto sparagnatore”.
b. Sì, a riga 20 scrive “a questa si abbandonava con quelle precauzioni però che esigeva lo stato di guerra in cui si trovava, e per questa egli veniva ai garbugli e al macello, quando non si poteva fare altrimenti”, con l’intento di spiegare in quale misura Egidio venisse accecato dalla passione amorosa.
c. Sia Egidio che Don Rodrigo provengono da una famiglia di rango medio-alto e possono esercitare il proprio potere sulle donne di estrazione sociale più umile. Il primo infatti di infatua di Gertrude, tentando in tutti i modi di attirarla verso di sé e riuscendoci complice anche l’opprimente segregazione della monaca nello spazio ecclesiastico, mentre il secondo prova passione per Lucia, la quale però è già legata sentimentalmente a Renzo e quindi spinta a rifiutare le avances. Sarà proprio per questo motivo che il signorotto locale si servirà di Don Abbondio, l’Azzecca Garbugli, i Bravi … per ostacolare il matrimonio dei due fidanzati.
3)      L’autore intende sottolineare come Gertrude passeggiasse spensieratamente per il cortile ignara che Egidio (il cacciatore) la stesse spiando: lo scopo è fornire un’immagine candida e inserita nella natura tranquilla per poi introdurre il periodo “Tutt’ad un tratto sentì ella venire dai tetti come …”, quasi a rendere un contrasto tonale tra i due momenti.
4)      Riga 14: “… tormenti. Si videro …”
Riga 18: “… magagne. Quell’apparenza …”
Riga 25: “… signora. Per qualche tempo …”
Riga 26: “… là; ma un giorno …”
Riga 31: “… pace. Non passò però molto …”
5)      Gertrude non fu spinta alla vita monastica dalla propria volontà, per scelta autonoma, ma per decisione autoritaria del padre: ella ha sempre covato un sentimento di ribellione che non le ha mai permesso di abbracciare completamente la propria vocazione. Perciò Egidio ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il pretesto di una donna, che mai ha assimilato a pieno la morale cattolica, di assaggiare la libertà e il piacere della vita.
6)      Positivi: “carattere mansueto e pio”, “la passione predominante era l’amoreggiare”, “innocenza”, “innocente”, “commozione”, “temerarità”, “tolleranza”, “attenta nell’esteriore”, “più regolare”, “più tranquilla”, “cessò dagli scherni, e dal rammarichio”, “sentimento retto”, “contegno”, “astuzia”.
Negativi: “scellerato”, “attaccabrighe”, “conformi a lui di massime e di condotta”, “sfacciata curiosità”, “animato da quel primo successo”, “allettato dal secondo pensiero”, “il sentimento fu un terrore schietto e forte”, “senza rimorso e senza precauzione”, “sbalzi frequenti dell’umore”, “in un accesso di passioni diverse”, “orribili eccessi”, “scellerato”, “disapprovazione”, “non curanza”, “vinta in cuor suo”, “falsa gioja”, “noja”, “svogliatezza”, “rancore continuo”, “tutte le inclinazioni viziose che vi erano come addormentate si risvegliarono più forti e più adulte, e a tutte queste si aggiunse l’ipocrisia”, “ciò che era dovere, pietà, morigeratezza era già da gran tempo associato nella sua mente alla violenza ed alla perfidia, ed aveva un lato odioso e sospetto”, “vizio”, “perversità”. “più libera e più irregolare”, “atterrita”, “duro e grossolano”, “avvilimento”, “perdette con ogni dignità ogni ritegno”.
7)      Il tono del brano T13a è più solenne rispetto al T13b: lo sottolinea l’uso dei termini “coppa ristorante”, “porgeva”, “invigorirlo” e “martirio”, i quali sono sostituiti da “bevanda ristorativa”, “mesceva”, “dargli forza” e “tormenti”. L’uso dell’infinito presente (“ristorante”) è tipicamente latino come anche l’inserimento dei termini sopraindicati, segno di una predilezione per un pubblico intellettuale, mentre il secondo brano propone termini tipici del dialetto fiorentino trecentesco, come lo stesso Manzoni proponeva per stabilire i canoni della lingua della futura nazione italiana.
8)      Rammarichio viene sostituito da brontolìo (riga 15). “Rammaricarsi” indica un’azione che coinvolge solo il soggetto agente, mentre “brontolare” coinvolge anche una seconda persona.

9)      Si tratta di un uso abbondante della punteggiatura. L’uso più frequente della punteggiatura permette a Manzoni di costruire, in alcuni casi, periodi più lunghi nel brano dei Promessi Sposi, mentre nel Fermo e Lucia non insiste particolarmente con l’uso dell’asindeto. E’ necessario anche considerare che la frequenza con cui si presenta il punto fermo accorcia i periodi nel brano più recente, e dunque si potrebbe concludere che complessivamente non ci sono differenze circa la lunghezza delle frasi, ma solo a livello del ritmo e della fluidità narrativi.

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