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mercoledì 24 dicembre 2014

Latino - Seneca - Fu vera gloria? (traduzione + paradigmi)

[61] Multi inveniuntur qui ignem inferant urbibus, qui inexpugnabilia saeculis et per aliquot aetates tuta prosternant, qui aequum arcibus aggerem attollant et muros in miram altitudinem eductos arietibus ac machinis quassent. Multi sunt qui ante se agant agmina et tergis hostium [et] graves instent et ad mare magnum perfusi caede gentium veniant, sed hi quoque, ut vincerent hostem, cupiditate victi sunt. Nemo illis venientibus restitit, sed nec ipsi ambitioni crudelitatique restiterant; tunc cum agere alios visi sunt, agebantur. [62] Agebat infelicem Alexandrum furor aliena vastandi et ad ignota mittebat. An tu putas sanum qui a Graeciae primum cladibus, in qua eruditus est, incipit? qui quod cuique optimum est eripit, Lacedaemona servire iubet, Athenas tacere? Non contentus tot civitatium strage, quas aut vicerat Philippus aut emerat, alias alio loco proicit et toto orbe arma circumfert; nec subsistit usquam lassa crudelitas inmanium ferarum modo quae plus quam exigit fames mordent. [63] Iam in unum regnum multa regna coniecit, iam Graeci Persaeque eundem timent, iam etiam a Dareo liberae nationes iugum accipiunt; it tamen ultra oceanum solemque, indignatur ab Herculis Liberique vestigiis victoriam flectere, ipsi naturae vim parat. Non ille ire vult, sed non potest stare, non aliter quam in praeceps deiecta pondera, quibus eundi finis est iacuisse.


Molti sono conosciuti perché danno fuoco alle città, (alcuni) perché distruggono costruzioni inespugnabili difese da una stirpe e per diversi anni, (alcuni) perché innalzano un terrapieno vantaggioso nella fortezza e mura erette di un’altezza straordinaria e abbattono con arieti e macchine. Ci sono molti che si spingono avanti a guidare[1] una schiera e incalzano minacciosi alle spalle del nemico e vengono verso il grande mare bagnati dalle uccisioni delle genti, ma questi, affinché vincessero il nemico, anche furono vinti dal desiderio. Nessuno oppose resistenza a quelli mentre venivano, ma essi stessi non avevano resistito all’ambizione e alla crudeltà; allora quando sembravano guidare gli altri, erano guidati. Il furore di devastare i beni altrui guidava l’infelice Alessandro e (lo) guidava verso cose ignote. O forse tu ritieni sano colui che per prima cosa cominciò dalla Grecia, in cui fu educato, con i danni? Che tolse a chiunque il meglio (ciò che è migliore), ordina che Sparta (lo) serva e Atene taccia? Non contento della strage di tutte le popolazioni/città bandì in un altro luogo le altre, che Filippo aveva vinto o comprato, ed estende in tutto il globo la guerra[2]; la crudeltà (non) stanca non si fermò il qualche luogo, come quella delle bestie feroci che mordono più di quanto la fame pretenda. Già fuse (gettò) molti regni in uno solo; allora oltre l’Oceano e il sole, mal sopporta che la vittoria alluda alle orme di Ercole e Bacco, egli stesso allestisce la forza della natura. Quello non vuole andare, ma non può rimanere, non diverso da dei pesi gettati a precipizio, per i quali la fine è di arrivare per giacere (sul fondo).
Paradigmi
Prosterno, is, stravi, stratum, ĕre
Attollo, is, ĕre
Quasso, as, avi, atum, are
Educo, is, duxi, ductum, ĕre
Insto, as, stiti, staturus, are
Perfundo, is, fudi, fusum, ĕre
Resisto, is, stiti, ĕre
Incipio, is, cepi, ceptum, ĕre
Eripio, is, ripui, reptum, ĕre
Proicio, is, ieci, iectum, ĕre
Subsisto, is, stiti, ĕre
Exigo, is, egi, actum, ĕre
Mordeo, es, momordi, morsum, ēre
Conicio, is, ieci, iectum, ĕre
Indignor, aris, atus sum, ari
Flecto, is, flexi, flexum, ĕre
Deicio, is, ieci, iectum, ĕre
Iaceo, es, iacui, iaciturus, ēre




[1] agant
[2] Dizionario Castiglioni-Mariotti

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